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L'antisemitismo, quale costruzione ideologica d'odio e pregiudizio nei confronti
degli ebrei, ha una primogenitura nell'ostilità religiosa (antigiudaismo)
nata e sviluppatasi nell'alveo della Chiesa Cattolica, e sorretta dall'idea che il popolo ebraico
fosse responsabile dell'uccisione del Profeta e predicatore Gesù di Nazaret
("ebrei deicidi").
Di qui, sarebbe indifendibile la tesi secondo cui le gerarchie cattoliche strizzassero l'occhio
all'antisemitismo d'ordine culturale e razziale: antiguidaismo
ed antisemitismo, infatti, non sono fenomeni del pensiero sovrapponibili. Eppure, è un'evidenza della
storia il fatto che proprio il razzismo antisemita abbia trovato solo nei paesi
cristiani, fino a questo secolo, l'ambiente culturale per il diffondersi delle
più rozze campagne antisemite. Antisemitismo ed antigiudaismo, ancorché non
sinonimi o frutto di un'unica ideologia, hanno quindi rinvenuto la forza l'uno
nell'altro.
In più momenti della storia il pensiero antisemita ha colto le opportunità
di legittimazione offerte dal pensiero cattolico antigiudaico, una
storia che ha conosciuto il perdurare della condanna religiosa per duemila anni, fino al
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