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Non si può dimenticare ciò che è stato. Non si può dimenticare, non si può cancellare. I volti, i visi, le espressioni rimangono,
rimarranno. I cuori e le anime in quei volti.
Non si può dimenticare. Ma ricordare,
quello sì.
Raccontare l'irraccontabile.
Ed è mio, tuo, nostro compito. Nostro dovere.
Ricordare la più tragica pagina di
storia dell'umanità intera. |
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 | di Khaled Fouad Allam (4 febbraio 2008) |  | Platone afferma nella "Repubblica" che le cose andranno sempre male in politica finché i filosofi non diventeranno re nella città o i re non diven-teranno seri filosofi. Ma quando il filosofo gioca a fare il re contraddicendo ogni spirito filosofico, è la saggezza che viene meno perdendosi nei meandri dell'ideologia.
E ciò che lo scrittore Jean Paulhan ribadiva nel suo saggio "Il terrore nelle lettere". Ed è ciò che sta succedendo nella grave questione del boicottaggio alla presenza di Israele a Torino per la fiera del Libro. Molti scrittori arabi e un famoso teologo dell'islam europeo,... |  | di Arrigo Levi (2 febbraio 2008) |  | C'è davvero un «rischio di overdose» nelle celebrazioni delle «giornate della memoria»? O non c'è invece ancora il rischio opposto, della memoria perduta, tra le giovani generazioni, di quelle che sono state le tragedie del Novecento, le guerre e i massacri di avversari politici o di intere popolazioni? Mi è accaduto di partecipare, quest'anno, sia alla celebrazione al Quirinale del «Giorno della Memoria», dedicata, per volontà del Presidente della Repubblica, oltre che ai milioni di vittime dell'Olocausto al ricordo dei Giusti italiani, che a rischio della vita salvarono migliaia di ebrei... |  | di Alessandro Alviani (1 febbraio 2008) |  | «Aprite ora il vostro fumetto a pagina 22». Potrebbero iniziare così le lezioni di storia in alcune scuole superiori di Berlino. Dalla prossima settimana partirà infatti nella capitale tedesca un progetto pilota per spiegare agli studenti l'Olocausto attraverso le strisce dei comics. «È chiaro che ci sono sempre meno testimoni dell'epoca e che non è più possibile raggiungere i ragazzi», mentre un fumetto «permette di stabilire un primo contatto», spiega Thomas Heppener, direttore deU"Anne-Frank-Zentrum', uno dei principali promotori dell'iniziativa.
Le esperienze accumulate finora lasciano... |  | di Umberto De Giovannangeli (28 gennaio 2008) |  | «Non possiamo, non dobbiamo dimenticare ciò che accadde nei lager nazisti. E che al fondo dell'Olocausto vi era il proposito di annientare gli ebrei, colpevoli di esistere: chi lo nega infligge alle vittime dei campi di sterminio una seconda morte». A parlare, nella Giornata delle Memoria, è Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace 1986, che nei campi di sterminio di Auschwitz (vi perse la madre, il padre e la sorellina) e Buchenwald trascorse 11 mesi.
Ricordare non è solo un tributo ai milioni di donne e uomini annientati nei lager. «L'antisemitismo e l'odio razziale, riflette Wiesel, segnano... |  | di Massimo Nava (27 gennaio 2008) |  | Il viaggio nella memoria, Patrick Desbois, prete francese, l'ha cominciato nell' infanzia. «Da bambino, mio nonno raccontava gli anni della prigionia in Ucraina. Quando veniva portato fuori dalla cella, per le ore di lavoro forzato, assisteva tutti i giorni a esecuzioni sommarie di ebrei». Dopo un'esperienza di professore di matematica nell'Alto Volta, Patrick Desbois, oggi cinquantenne, decise di entrare in seminario. Ordinato sacerdote, ha speso gli ultimi dieci anni alla ricerca di tracce e testimonianze che confermassero il racconto del nonno. «Ho sempre sentito la Shoah come un dovere e... |
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